Viaggio in Albania - 23a parte
il Diario...
del 28° giorno 15-08-2012 - Svegliatomi, ho fatto colazione all'hotel e ho fatto preparare una colazione al sacco: pane, wurstel, del formaggio fresco, un uovo sodo dal guscio bianchissimo, un cetriolo ed un pomodoro per 400 lek. Prima delle 8:00 carico i bagagli e riparto per individuare il sentiero che conduce al
Passo di Valbona (albanese
Qafe e Valbones) a 1800 m. s.l.m. [
mappa]. Conosco già il passo per averlo raggiunto dal versante opposto, dal
Parco Nazionale di Theth (albanese: P
arku Kombëtar i Thethit) [
Viaggio in Albania - Valbona Pass - 15a parte] senza scendere nell'adiacente
Parco Nazionale della Valle di Valbona (albanese
Parku Kombëtar i Luginës së Valbonës).
In macchina, tra uno scossone ed un sobbalzo, riflettevo su quanto mi sia sembrato migliore questo alloggio che quello a
Fierze. La differenza non la fanno l'assenza dei piccoli difetti che c'erano anche qui - il pavimento di legno cigola, si sentono i rumori degli altri ospiti fin nelle loro camere, cigola anche il letto, materasso troppo morbido, lenzuola corte che scoprono il materasso, l'assenza di appigli per gli asciugamani in bagno - ma nelle persone che con la loro presenza e la loro disponibilità che ci rassicurano; il personale che gestisce l'
Hotel Rilindja ha il pregio di essere contemporaneamente presente ma discreto e garbato.
Dopo circa 6 km di guida raggiungo
Rrogam i Shales, supero il
Centro Informazioni e l'
Hotel Burimi i Valbones. La strada continua su un fondo ghiaioso di un bianco abbacinante e sullo sfondo la catena montuosa delle
Alpi Dinariche. Ogni tanto individuo su un masso oppure sul tronco di un albero
una striscia di vernice rossa tra due bianche che
segnalano il cammino per il Passo di Valbona.
Ad un bivio sbaglio, non incontro più la segnaletica e la strada finisce in quella che sembra una ampia fiumara ciottolosa. Ritornerò a quel bivio e con l'aiuto di un ragazzino, che ritorna a
Rrogam per trascorrere i mesi estivi, individuo il viottolo. Parcheggio l'auto, preparo lo zaino fotografico, indosso gli scarponcini e comincio ad inerpicarmi a piedi.
Nella foto la cima di una montagna che non sono riuscito ad identificare.